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Classe da Vendere: Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second Vendita online

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Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second

Qualche mese fa ho accompagnato un amico ad acquistare un orologio che non so se apprezzare più per l’estetica talmente fine tanto da farlo quasi passare inosservato o per la lancetta dei secondi che si muove a scatti come in un banale quarzo.

Dal titolo e dalla prima immagine è evidente che mi riferisco a un Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second, ma quando un orologio riesce a emozionarmi, e soprattutto a farlo in punta di piedi, dirlo per me viene davanti a tutto.

Lo Jaeger LeCoultre Atmos non è un orologio noto per essere particolarmente preciso ma non necessita quasi di alcuna manutenzione per poter funzionare, in condizioni ideali teoricamente potrebbe funzionare senza bisogno di nessun intervento per ben 600 anni…anche se l’inquinamento dell’aria ai giorni nostri rende necessaria una revisione ogni circa 20 anni.Il primo prototipo di Atmos, quella creata nel 1929 da Jean-Leon Reutter , viene chiamata Atmos 0 e funzionava grazie all’espansione di Mercurio all’interno del vetro, nel 1932 invece venne introdotta l’Atmos I che funzionava con un calibro chiamato 30”A mentre è solo nel 1936 quando venne introdotta l’Atmos II che si iniziò ad utilizzare un meccanismo simile a quello che viene tuttora utilizzato il calibro 519, poi c’è l’Atmos III con calibro 529, l’Atmos IV con calibri 522 e 532, l’Atmos V con calibro 526 e l’Atmos VI VII e VIII con il calibro 528.L’Atmos VIII, uscita di produzione nel 1983, è l’ultima Atmos che può essere considerata un’evoluzione del brevetto di Reutter e questo perchè in quell’anno la Jaeger LeCoultre ha completamente ridisegnato questo orologio, ha smesso di numerarne le serie e ha montato il calibro 540.

vista frontale Geophysic True Second

Il classico che non impegna. La sua cassa in acciaio misura poco meno di 40 mm, ma sfiorando i 12 di spessore non veste troppo sottile; insomma non è come potrebbe sembrare un orologio da sera. Un motivo in più per portarlo a spasso tutti i giorni, basta solo che non si tratti di compiti gravosi. A chi interessano le sue origini, il primo Geophysic è stato creato da Jaeger-LeCoultre nel 1958 per celebrare il 125° anniversario dell’Anno geofisico internazionale, e è stato costruito in pochi esemplari.

Di classe quindi anche per tradizione, il Geophysic True Second differisce dal suo progenitore per gli indici del quadrante cui i numeri arabi presenti ai quattro punti cardinali sono stati sostituiti, come per i restanti, da sottili indici a bastone. Sono appoggiati su un quadrante che “sembra bianco“, ma che invece essendo in tinta argentèe con rifinitura grenage si intona bene con tutto il resto. Fedeli al primo Geophysic sono invece i puntini luminescenti disposti sul rehaut in corrispondenza delle ore. La data, piccola e circondata da un riquadro, con il proporzionato doppio indice delle ore 9 dalla parte opposta non la noti quasi.

cassa lato Geophysic True Second

NOTA: In questi giorni la Maison è uscita con una nuova versione – la REF. 8018480 – limitata a soli 100 esemplari con un quadrante blu oceano a soleil molto bello, come lo sono generalmente tutti i quadranti di quella cromia e fattura. Abbinato a un cinturino in cuoio testa di moro con impunture in evidenza ha guadagnato in tono e sportività, ma a mio avviso ha perso parte della sua classe. Fino ad esaurimento è comunque un’alternativa da considerare; così costa 800 euro in più.

due Geophysic True Second

True Second e il Calibro 770
True second è un altro modo per nominare i secondi morti e la magia che impreziosisce la rappresentazione degli altrimenti chiamati terzi. Starei delle ore a guardare quella lancetta scattare un secondo alla volta. È una finezza orologiera e sostanzialmente lo è per due motivi: 1) Riprende lo stesso comportamento dei primi orologi meccanici che a cavallo della fine del ‘600 iniziavano a presentare secondi che scattavano una alla volta per permettere di contarli meglio. 2) Perché oggi in un Calibro cui bilanciere oscilla a 28.800 alternanze all’ora, l’unico modo per muovere così lentamente i secondi è fornire al movimento un meccanismo parallelo e indipendente. Qui nel blog Orologi di Classe amiamo alla follia questa complicazione.

meccanismo Geophysic True Second

sulla sinistra il bilanciere Gyrolab e a fianco il meccanismo True Second (secondi morti)

Sopra il dispositivo dei secondi morti a bordo del Calibro 770 di manifattura affiancato al bilanciere proprietario Gyrolab che a differenza di tutti gli altri non è circolare per risentire meno mentre oscilla della resistenza che oppone l’aria e per consumare meno energia. Ed ecco un breve video per dare la possibilità di gustare i true second!

Foto e video sono stati raccolti frettolosamente ma credo che rendano l’idea, o spero che incuriosiscano abbastanza per far venire la voglia di prenderne uno tra le mani. In conclusione il Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second è uno degli orologi che oggi mi piacerebbe possedere.

movimento Geophysic True Second

Il mercato offre un’ampia scelta di orologi a secondi morti, alcuni davvero top e costosissimi come il One Hertz dei fratelli Grönefeld, e rimanendo in un contesto quasi famigliare anche i più abbordabili di tutti che sono realizzati da Habring2.

Il Geophysic che ha un prezzo di listino di 9.300 euro – tutto sommato non eccessivo per marchio, fattura, e complicazione offerti – con quell’aria così “apparentemente semplice” ma curato nei suoi pochi dettagli – rappresenta oggi una delle scelte più interessanti.

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