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Jaeger-LeCoultre Duomètre à Quantième Lunaire Quadrante Smaltato Grand Feu Grado superiore

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India, 1930: I soldati inglesi impegnavano il loro tempo libero giocando a polo. Uno sport che può causare peculiari effetti collaterali… quali la rottura dell’orologio (che per ignoti motivi non veniva tolto dal polso prima di scendere in campo!). Leggenda narra che un giocatore di polo si lamentò di aver subìto proprio questo danno con César De Trey, uno dei futuri dirigenti della “Specialites Horlogeres”, poi Jaeger-LeCoultre. Dalla discussione di questo singolare problema insieme al suo amico Jacques-David LeCoultre nacque l’idea del Reverso, il cui disegno fu affidato al designer René-Alfred Chauvot.Ne risultò un brevetto per un meccanismo sulla cassa che permettesse di ribaltare l’orologio anche quando indossato, per poterlo così proteggere dai colpi del polo. La forma rettangolare, necessaria per permettere la rotazione, fu disegnata secondo la proporzione aurea di 1,618 alla quale ricorse anche Patek Philippe per l’Ellisse d’oro.Nel 1931 nacque così il Reverso, icona dell’Art Deco, con una estetica che sopravvive ancora oggi, con poche modifiche. Una curiosità? Nell’inverno 1931-32, 8 casse Reverso furono vendute a Patek Philippe, che le equipaggiò con movimenti tondi (realizzati da Jaeger-LeCoultre all’epoca fornitore della Maison) e le commercializzò con il proprio brand sul quadrante. Visitando il museo Patek Philippe, è oggi possibile visionare due rari esemplari di Reverso appartenenti a questa serie.

La nuova versione dell’orologio Duomètre à Quantième Lunaire introdotto da JaegerLeCoultre al SIHH 2014 si presenta con una cassa in oro bianco 18 carati di 40,5 mm e un nuovo quadrante smaltato Grand Feu.

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Jaeger-LeCoultre Duomètre à Quantième Lunaire

Il Duomètre appartiene a una famiglia di segnatempo realizzati seguendo la filosofia Dual Wing la quale, a differenza di un meccanismo tradizionale, utilizza due fonti di energia diversa, ciascuna con 50 ore di riserva di carica, che svolgono separatamente tutte le funzioni che l’orologio deve restituire. Nel Duomètre à Quantième Lunaire la prima – cadenzata dal bilanciere – si occupa solo di leggere il tempo, la seconda di visualizzare tutte le indicazioni come ore, minuti, secondi, fasi lunari. La sincronia di questi due “cervelli meccanici” indipendenti è operata dal meccanismo della lancetta dei secondi foudroyante – che in questo caso avanza a ore 6 a scatti di 1/6 di secondo.

Jaeger-LeCoultre sostiene che con questa scelta introdotta per la prima volta nel 2007, a parità di complicazioni a bordo, si ottiene una maggiore precisione di marcia.
Tuttavia qui la novità SIHH 2014 è rappresentata dal quadrante a Grand Feu, una tecnica assai laboriosa e complessa che permette alla smaltatura di ottenere risultati eccezionali.

Caratteristiche Duomètre à Quantième Lunaire

Movimento
meccanico a carica manuale, Calibro Jaeger-LeCoultre 381, fabbricato, assemblato e decorato a mano 21.600 alternanze/ora,
50 ore di riserva di carica
367 componenti
40 rubini
7,25 mm di spessore
33,70 mm di diametro
due bariletti indipendenti

Funzioni
ore, minuti, secondi e lancetta dei secondi foudroyante con funzione “stop secondi” e azzeramento, data e fase lunare, riserva di carica
riserva di carica del regolatore

Quadrante
smalto Grand Feu

Lancette
ore e minuti: a foglia
secondi: a bastone con contrappeso a foglia

Corone
1 corona di carica, per la regolazione di ore e minuti
1 pulsante per regolare il calendario

1 correttore per regolare la fase lunare

Cassa
Dimensioni: 40.5 mm, spessore: 13,40 mm
oro bianco 18 carati
finitura lucida e satinata
Vetro: Zaffiro bombato, durezza 9, trattamento antiriflesso, sul lato anteriore e posteriore Impermeabilità: 5 bar

Cinturino
In alligatore blu con fibbia ad ardiglione in oro bianco 18 carati

Referenza
Q60435E1, oro bianco 18 carati

Altre caratteristiche a questo link.

Conclusioni

Da anni cavallo di battaglia Jaeger-LeCoultre, si può considerare sia per prezzo (intorno ai 30K Eur) sia per caratteristiche il modello che apre la strada ai segnatempo di Alta Orologeria della Maison. Questa versione, con cassa leggermente rimpicciolita e introdotta al SIHH 2012 nella versione in oro rosa, è l’ideale. Per quanto non sia così raro vedere oggi un quadrante a Grand Feu ben realizzato la sua presenza aggiunge senz’altro un tocco di classe in più, ma secondo me il vero “sballo” di un Duomètre è sempre rappresentato dagli ipnotici scatti della sua lancetta dei secondi foudroyante.

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